The Club: single o fidanzato?
Tabboz: SINGOLO!
Ahahahahah "SINGOLO"?!?!?
Inutile che per fare la simpatica mi iscrivo ai gruppi di Facebook "all the people who are single for no apparent reason" perchè di apparent reasons ce n'è un'infinità!!
Innanzitutto voglio bearmi della reason più frequente, cioè "perchè io non lo voglio, il ragazzo!".
Che diciamoci la verità: è al 90% una scusa (per altro nemmeno originale) ma si dice così, per darsi un tono, per smentire la reason number two, decisamente più veritiera, che sarebbe "perchè non mi vogliono".
Comunque, io davvero non lo voglio il ragazzo, perchè voglio la mia indipendenza mentale. Con questo intendo dire che mi piace dimenticarmi il cellulare a casa e non preoccuparmene, ricevere un messaggio e non precipitarmi a vedere chi è, mi piace non progettare tutte le mie giornate in funzione di altre persone ma solo in base a me stessa, mi piace vedere gente diversa senza smaniare per vedere una persona sola, mi piace tenere viva la mia mente con tanti interessi diversi.
E so che se avessi il ragazzo non farei nulla di tutto ciò, vivrei col pensiero morboso rivolto a lui.
Che poi non sarei una fidanzata rompi-coglioni. Per me lui potrebbe fare cosa più gli piace, non mi piace stare le ore al telefono a dirsi niente, non mi piace girare sempre e solo in due, odio le coppie smielate che passano il tempo a dirsi quanto si amano, odio sedermi in braccio, odio chiamare ed essere chiamata "amore" (se non in occasioni particolari). Odierei essere controllata e odierei controllare, odierei dover dare spiegazioni tutte le volte che guardo un ragazzo, e non farei mai scenate perchè lui guarda una bella ragazza (chiaro, se sbava e inizia a dire porcate non scatta la scenata, ma una rissa tra me e lui :p).
Però so già che se lui non fosse con me ci penserei, so che una serata senza di lui sarebbe una serata con una parte di me assente.
E questo mi darebbe enormemente fastidio.
Comunque, la ragione number two è proprio questa: non sono adatta agli uomini che piacciono a me. A me piace l'uomo ambizioso, con i controcoglioni, fiero, intelligente, sicuro di sè, uno che tiene le redini.
E a questo tipo di uomo piacciono due tipi di donna, che io non sono:
1) la cagacazzi. La classica donnina di casa che non ti fa ridere manco se la paghi. Una buona ascoltatrice, buona cuoca, che fa quello che le dici, sempre seria e compunta, che non ci penserebbe mai a far vedere le ginocchia ad un altro uomo che non sia il suo, che crede nei valori più profondi, e la sua massima aspirazione è fare la moglie.
2) la superstronza. cioè la figacciona che se ne sbatte di tutto, donna in carriera, che veste sempre di tutto punto, che ha la casa in disordine perchè non ha tempo di fare niente, che è spigliata in pubblico, aggressiva, che gli uomini non la toccano minimamente perchè lei c'ha gli impegni.
A me la cosa che dà più soddisfazione è far ridere, sono una buona ascoltatrice ma mi piace stare al centro dell'attenzione, non so cucinare bene nonostante io ci provi sempre, adoro fare l'esatto contrario di quello che mi dicono di fare, credo nei valori più profondi ma ho sempre qualche riserva, ho la camera disordinata per mia forma mentis, e rinuncio alle mie cose se un uomo che mi interessa me lo chiede. Anzi, disdico ancora prima che me lo chieda perchè non si sa mai che mi chiama...
Quindi non c'è niente da fare, caso perso :D
Diventerò una zitella che dà da mangiare ai gatti del quartiere e parla da sola.
Parlare da sola già lo faccio a volte.
Per la gioia di vale, che pare essere il mio unico lettore (ma me ne sbatto vivamente) scrivo un nuovo post.
In realtà già lo sapevo, ma mia sorella ha comunque sottolineato, che in questi giorni sono ppiù antipatica che mai. Credo abbia ragione.
Per fugare ogni dubbio, oggi parlerò male di palazzo nuovo e di tutta quella gentaglia che lo popola.
Ho ricominciato le lezioni da solamente due giorni e già mi stanno sul cazzo tutti.
Gli esterni non lo possono capire, e con "esterni" intendo "tutti-tranne-me-a-quanto-pare".
Il brutto di palazzo nuovo è che è insidioso, te ne parlano tutti bene, dicono che è un luogo di gioia e nullafacenza, dove tutti sono allegri, aperti e sulle loro spalle non grava un sistema pesante come quello del poli.
Per un esterno palazzo nuovo è bello, tutti i ragazzi nei bar fuori, tutti più belli, più solari...
Premettiamo che non è vero che sono tutti più solari, sono solari quelli che stanno fuori nei bar.
Quelli che stanno a lezione sono grigi.
Poi non graverà il peso del poli, ma grava tutta una serie di trabocchetti in cui inevitabilmente si inceppa, porto qualche esempio:
-mancanza di aule per far lezione
-mancanza di prof x far lezione
- sveglia alle 6 di mattina x andare a lezione alle 8, e vedere sulla porta "Il prof. non terrà lezione oggi" e non poter tornare a casa a causa della manifestazione della quale tu non sapevi niente e ti blocca per ore
-praticissimi fogli di carta x iscriverti agli esami così perdi una mattinata x andare lì ad iscriverti, il che comporta saltare minimo 20 pagine di libro xke tanto avevi iniziato a studiare troppo tardi, e come al solito ti eri ridotto all'ultimo
-ascensori che non arrivano mai
-sportelli degli statini perennemente intasati di gente, o se non sono intasati di gente sono intasati di computer che non funzionano
-orari di ricevimento improbabili, tipo sabato mattina 12-12.30
-segreterie il cui personale è scelto per gentilezza, disponibilità e competenza.
-porte della segreteria che sembrano quelle dell'iper di Beinasco, solo che tutti rimangono incastrati dentro
Bene, dipinto un po' lo scenario io vorrei dire la cosa che mi sta più a cuore: IO ODIO LA GENTE.
Soprattutto quella che frequenta i miei corsi.
Odio i leccaculo, quelli che rispondono sempre alle domande per fare gli splendidi, quelli che fanno risatine sarcastiche quando gli altri dicono delle cagate allucinanti.
Io odio quelli che dalla prima fila parlano piano col professore, ovviamente per sottolineare la loro superiorità, e soprattutto odio il fatto che questi elementi tra di loro facciano gruppetto, si interroghino solo tra di loro, e tengano in considerazione solo le opinioni della loro cerchia di schifosissimi spocchiosi del cazzo.
Che vadano a fare in culo.
W ME
Mi esprimo su Eluana?
Mi esprimo su Eluana.
Premetto che non si può giudicare, condannare o supportare certi tipi di decisioni finchè non ci si trova nella situazione.
Io non sono nè favorevole nè contraria al principio dell'eutanasia, non so da che parte schierarmi dal punto di vista prettamente morale.
Però mi schiero dalla parte dei favorevoli per coerenza, e ora spiego perchè.
Si tratterebbe di dare la possibilità ai parenti di un essere vivente di staccarlo dai macchinari, che sono l'unico mezzo per tenerlo in vita. Così muore. I parenti quindi scelgono per la vita di questo malato, e nessuno sa se questo malato soffre mentre muore, o se se ne accorge.
Quindi le cose importanti sono: decidere sulla vita/morte di altri, e non curarsi della sofferenza di un essere vivente, che forse soffre nel morire.
Però anche ai feti succede esattamente lo stesso. A loro non lo chiede nessuno se vogliono morire o nascere, come nessuno lo chiede alle "eluane". Però le mamme decidono per loro, e li fanno fuori, o se li tengono.
In entrambi i casi si obbligano delle persone a morire, ma un caso è legale, e l'altro no.
Parlare d'amore è una delle cose che faccio più spesso.
Forse perchè non ce l'ho.
Un po' come quelli che parlano di sesso perchè non ne fanno.
Infatti anche parlare di sesso mi piace parecchio.
Che palle!
Certo, certo si può vivere pure senza (anche perchè se no sarei già morta...) però sarebbe meglio con. E' che non approfitto delle occasioni che mi si propongono...Ok, non è vero, non mi si propone nessuna occasione.
Vabè comunque volevo parlare d'amore, solo che uhm....l'argomento del sesso mi ha distratta, forse perchè manca ancora di più dell'ammmore. Sai, amare puoi amare i genitori, gli amici, gli animali....ma fare del sesso con i genitori, con gli amici, o peggio ancora con gli animali, credo sia proprio l'ultima spiaggia.
Se andassi a continuare la tesi forse sarebbe più producente, n'è?
Oggi è una giornata strana, piove un po', ma non tanto, e il cielo è grigissimo. E' da stamattina che mi sembra domenica.
Nervosa per qualcosa che non ho ancora capito, mi sono messa alla guida.
Un anno fa circa, o forse poco meno, mi misi alla guida con un tempo simile. Poca gente per strada, come oggi, stesso semaforo, stesso umore. Andavo da Mafy con una lettera in mano per fargliela vedere.
Era una lettera di Stefano. Credo di non aver mai aspettato una lettera così tanto, e credo di non aver mai cercato così in fretta un posto dove accostare per leggere.
E così, un anno fa, iniziò nuovamente quella tortura che credevo essere finita. Iniziò così, di nuovo, più forte e più logorante di prima.
Mi sono riocordata dell'ansia di prendere la macchina, di percorrere quella strada, quella consapevolezza di combattere una battaglia persa in partenza, e di quel sentimento ancora più distruttivo di vivere ogni giorno aspettando quello dopo.
Così per un anno intero.
Forse è ancora il ricordo di tutto ciò che è stato che mi ha resa nervosa.
Ora comunque sono contenta.
Sono contenta che se ne sia andato, sono contenta di non vivere più aspettando, sono contenta di essere indipendente mentalmente, di dimenticarmi il cellulare a casa perchè tanto non aspetto la chiamata di nessuno. Sono contenta perchè tanto una donna non è contenta se al suo fianco ha un uomo che tanto non la ama e non la amerà mai quanto lei ama lui.
Anche se "amore" è una parola sempre troppo grossa.
Dovrei cambiare la foto di Sailor Jupiter, perchè non ci assomiglio più tanto, e questa cosa un po' mi turba...
Ieri ho festeggiato il mio compleanno con due settimane in ritardo al banus. La prima volta che sono andata al banus sono caduta rovinosamente dalle scale, questa volta sono entrata, mi sono seduta al tavolo e già avevo perso la drink card.
Lunedì ho dato l'esame di storia.
Cioè l'esame di "domande a caso"....
Avevo 3 libri sulla nascita e crollo dei regimi sovietico e titoista e sulla storia di tutti questi paesucci del cazzo tipo Azerbaijdzan, Uzbekistan, Tagikistan ...e un libro di storiografia della Jugoslavia degli anni '90. Importante: il libro conteneva una serie di racconti di vita vissuta di alcune persone e poi l'inquadramento storico degli eventi.
Le domande del mio prof sono state queste, in ordine:
1.
D: Lei ha proprio voglia di farlo quest'esame? Sono le otto di sera...
R: sì --> risposta sbagliata
2.
D: In cosa differiscono amministrativamente il sistema sovietico da quello jugoslavo?
R: Risposta un po' campata, errore mio.
3.
D: Mi racconti una storia.
R: raccontata a grandi linee
D: Un'altra.
R: raccontata
D: Un'altra.
R: Raccontata con evidente scazzo [pensiero del momento: mo' basta che le altre non me le ricordo]
4.
D: Io nel mio libro all'inizio faccio degli esempi strani. Me li citi.
R: Ma non me li ricordo!!! --> risposta sbagliata
Per sicurezza, temendo fossero esempi importanti, sono andata poi a riguardarmeli.
Esempio sul libro del prof:
<< Immaginiamo di trovarci alunni in un edificio scolastico. cosa può rompere il nostro sentirci simili, e forse solidali, compagni di classe? Immaginiamo che la scuola crolli, che non vi siano vie d'uscita, che il cibo scarseggi. [...] Gli stessi insegnanti si dividono, abbandonano il loro linguaggio colto e si insultano a vicenda e strillano: ormai manca una lingua comune. I più forti diventano leaders ammirati, altri si fanno loro aiutanti e seguaci. [...] I compagni di classe seguono il leader, si impongono sulle altre classi, cpnquistano la scuola, ricostruiscono il tetto e riaprono le porte tenendole però sotto il loro controllo. Il gruppo vincente si presentaq come continuatore della civiltà antica della propria scuola, che rinasce dopo la distruzione provocata dagli insegnanti e dalla guerra con nemici ora sconfitti.>>
Voto: 20. Accettato.